Maria Suppa – Paura & Coraggio
La paura della fine e del niente sapere, la paura di non poter più rivedere le anime belle, a cui tanto teniamo, le voci che in cuor nostro sentiamo.
La paura della fine e del niente sapere, la paura di non poter più rivedere le anime belle, a cui tanto teniamo, le voci che in cuor nostro sentiamo.
Camminavo ansiosamente verso l’uscita. Non sapevo nemmeno da cosa stavo scappando. I tubi sul soffitto, vecchi almeno trent’anni, avevano delle perdite e sul pavimento si erano formate pozzanghere di acqua e ruggine. Il suono del mio piede che infrangeva l’acqua rimbombò per il lungo corridoio, ed ebbi paura. Iniziai a correre prima ancora che l’eco si fosse spento dietro di me, ma sapevo che era troppo tardi. Ad un tratto comparve lui: con il volto orrendamente sfregiato e gli occhi rossi, il sangue colava dalle sue dita e seppi, senza ombra di dubbio, che Jacob era morto.
Il meraviglioso spettacolo della Paura, signori! Benvenuti! Benvenuti a questa manciata d’ottimismo. Signori, è primavera e il mercato degli ansiolitici è ancora molto fiorente. Questo perché è un gran bel mondo; è una gran bella Italia!
Non ho mai avuto timore di perdere le persone che amo. Chi ti ama non va via, nonostante le tue stranezze, il tuo essere imperfetta nella verità e fragile. Chi va via non lo perdi mica, no. Chi si perde non si è mai “tenuto”, non ci ha mai tenuto. Io le persone che amo non le perdo.
Nella vita non sono le braccia aperte a mancare, ma il coraggio di abbracciare.
L’amore non è per tutti, è solo per chi lo vuole.
Io e la mia mente siamo due cose distinte, devo convincere la mia mente che io ce la possa fare, ci vuole solo un auto presa in giro ed il bello che io ne sono perfettamente cosciente!