Maria Suppa – Vita
Non esiste il tempo, esistono solo le nostre azioni che generano i cambiamenti che diventano vita.
Non esiste il tempo, esistono solo le nostre azioni che generano i cambiamenti che diventano vita.
La solitudine, l’incognita della vita, essere solo fra le genti, schegge di paura, al posto del cuore regna il vuoto.
Per ironia della sorte, sovente ci capita di impersonificare ruoli che l’anno prima abbiamo tanto disprezzato e ci capita di essere etichettati come chi, precedentemente, è stato da noi stessi odiato per il medesimo motivo.
Abbiamo il brutto vizio di rinviare ogni cosa. Ci ripromettiamo, o forse ci consoliamo, dicendoci “domani…”. Già, perché “domani” è sempre il giorno giusto per fare tutto. Poi il tempo passa e ti accorgi che quel domani non è mai arrivato e che pur volendo, non può più tornare indietro.
Accade che un giorno ti guardi allo specchio e non sei più tu. Osservi la fronte più ampia, il pozzo più scuro degli occhi, ti soffermi sull’intreccio sottile di rughe. Capisci di essere solo, non di esserlo diventato ma di esserlo stato da sempre. Si nasce e si muore soli, due eventi grandiosi con un unico protagonista e tra questi si evolve la vita che spesso è un monologo contraddittorio nel continuo tentativo di ovviare alla solitudine, un cercare di uscire da questa realtà intrinseca. Si tendono mani, si trovano occhi, si ascoltano voci, tutto per sentirsi meno perduti. L’errore più grande è voler mettere la propria felicità nelle mani di un altro. L’errore più grande è illudersi di non essere soli.
Il lavoro è una droga che sembra una medicina.
Ogni nuovo giorno si disseta con rugiada di vita.