Maria Viola – Tristezza
E poi ti accorgi che c’è, chi fa finta di non esserci, chi ama nascondersi per far la preziosa, chi ti saluta per affetto, chi ti è vicino sempre. Ti accorgi di tutto e fai finta di nulla, fai un sorriso, e vai avanti.
E poi ti accorgi che c’è, chi fa finta di non esserci, chi ama nascondersi per far la preziosa, chi ti saluta per affetto, chi ti è vicino sempre. Ti accorgi di tutto e fai finta di nulla, fai un sorriso, e vai avanti.
Chi è che sta urlando il mio silenzio? Chi è che vuole rendermi sorda col mio stesso dolore?
Il problema non è farsi del male, ma fare del male. Su di me so misurare e sopportare l’intensità di ogni dolore, ma donarlo ad altri è altra cosa.
Ultimamente sento di essere cambiata e sono molto sensitiva e diversa, molto fragile; credo di iniziare a risentire della mia solitudine. Essere soli è brutto perché assale la tristezza.
Solo nella mia solitudine trovo il senso del mio dolore.
Ripensandoci mi sento proprio un cretino ad aver avuto qualche speranza e tutto ciò che è stato diventa sempre più un’illusione, ma ancora una volta mento a me stesso e preferisco considerare tutto come un bel sogno.
Disilluso, disincantato, ragionevolmente “bruciato”.La curiosità del mio voler sapere incentrata sul “da dove veniamo” e il “cosa sarà” aggrottandomi sul senso di quel che sta in mezzo.Non esistono ricette alla mia tristezza.