Mariano Imprudente – Stati d’Animo
A volte la mia stupidità è così sorprendente che mi stupisco di essere così intelligente da riuscire a capirlo da solo.
A volte la mia stupidità è così sorprendente che mi stupisco di essere così intelligente da riuscire a capirlo da solo.
Le sento le persone. Non è magia. È istinto.
Mi accosto all’immagine di una lastra di marmo. Piatta e fredda, si direbbe. Io, invece, rispondo: piena di venature. Porzioni levigate, bianche e finissime, altre granulose, intervalli di grigio tendente al nero o sfumati a cogliere accenni di azzurro, per poi, farsi più marcati e sembrare lividi. Ecco perché mi risaltano le venature, per via dei lividi con i quali entro, spesso, in confidenza perché senza non ci so stare e me li infliggo io per prima, anticipando i colpi di chi, pronto con la frusta in mano, mi farebbe ancor più male. Questo è il mio personale concetto di “tra i due mali, meglio quello minore” e quello minore è quello che m”infliggo io, si fa per dire, per carità, ché io picchio duro con il sadismo che mi tiene a braccetto e mi dà il salario a fine mese, lavoro alle sue dipendenze ed in tempi di crisi, non posso fare neppure la preziosa.
Ricetta per me:- Un barattolo di polpa fresca di mondo, stretto tra i pugni delle mani;- Una goccia o due di concentrato di sogni;- Lasciar cuocere per la pazienza necessaria;- A fine cottura, per insaporire aggiungere qualche foglia di coincidenza e qualche seme di fuga silenziosa.
Voglio sprofondare nel verde, coprirmi di cielo ed essere comunque riscaldato dal sole.
Ai lati degli occhi si aprivano le rughe e da lì scolava la malinconia.
Quel tuo sguardo un po’ malinconico,perso ad osservare l’orizzonte,rivela tutta la tua innocenza.L’inconsapevolezza di chi pensa al domani,con la leggerezza di un bambino…