Mariella Buscemi – Silenzio
Il mio silenzio è chiassoso; una babele che non voglio diventi comprensibile, linguaggio di tutti.
Il mio silenzio è chiassoso; una babele che non voglio diventi comprensibile, linguaggio di tutti.
Questo desiderio della stabilità, del sondabile, della gestione di sé, di tutto. C’è chi non ha capito che il mondo non va sempre di moto rettilineo uniforme, ma che esiste la forza di gravità, l’oscillazione, che ogni inerzia viene deviata da forze imperscrutabili ed imprevedibili. L’imprevisto. Quando ci farà i conti la sua vita sarà doppiamente sconvolta poiché mai avrebbe contemplato, nel suo fittizio ordine mentale, questa variabile.
Io farei meglio a scrivermi in fronte “fragile”, ma mi sa che l’analfabetismo sentimentale è una malattia diffusa.
Il silenzio può essere leggero come una piuma che cade oppure assordante più di un tamburo: dipende se sei tu ad ascoltare il silenzio oppure è il silenzio ad ascoltare te.
Il silenzio è come un abito che va indossato in occasioni speciali.
Non è che ognuno è quel che ha, ognuno ha quel che è!
Ci sono deliri, così affamati, che non tollererebbero l’abbandono di un ultimo morso che non è mai l’ultimo. Chi entra non esce!