Mariella Buscemi – Stati d’Animo
E poi, c’è chi come me, è danno e beffa insieme e muore per propria mano in un bizzarro capovolgimento nel contrario.
E poi, c’è chi come me, è danno e beffa insieme e muore per propria mano in un bizzarro capovolgimento nel contrario.
Il giorno si vede, la notte si sente.
È strano. Incontro decine di persone sconosciute, e mi chiedono come sto, mentre le persone che dicono di volermi bene non me lo chiedono mai. È veramente triste dare le cose per scontate.
Conosco me stesso e questo è più che sufficiente; quindi il giudizio della gente mi lascia indifferente.
Il mio corpo ti divenga taglio e la mia schiena gaussiana lattea, e mentre io convessa, tu calco, e durante i miei spasmi, i tuoi crampi.
Mi immergo nell’eterno viaggio. Mi riconosco destinato ad essere ricordo di fatti passati e ad essere vivo per ricordare; incerta questa vita scorre come un fiume, le foglie cadono, le piante vengon sradicate, non grava il peso eguali compiono il loro passaggio. Il timore non sfiora l’animo; trasportato dalla corrente mi dimeno per non accettare il destino infelice, troppo è stato lasciato incompiuto, ma la corrente è senz’animo e occhi, imperturbabile scorre, lasciando all’uomo solo i ricordi di cui, un tempo, si nutriva il cuore.
Sono gemme preziose gli occhi degli uomini che brillano davanti ai colori dell’anima.