Mariella Buscemi – Uomini & Donne
Hai scritto una tragedia per me e me l’hai recitata addosso.
Hai scritto una tragedia per me e me l’hai recitata addosso.
Lascio che il bene si sgualcisca a contatto delle mani rozze di chi riserva carezze ai volti plastificati. Ed io che me ne vado in giro, fatta di fragile lamella, continuo a passeggiare sotto le macine dei mulini per vedere se combatterli o lasciarmi sbriciolare faccia qualche differenza.
Nella vita abbondano i maschi, ma scarseggiano gli uomini.
Ecco cosa accade quando una donna viene trascurata dal proprio uomo, la perde per le parole dolci di un altro uomo. È triste doverlo dire, ma è così.
Per gli uomini famosi tutta la terra è un sepolcro.
Non avevo scelto lui per la sua bellezza, per la sua dolcezza e passionalità. Avevo scelto lui solo per il modo in cui mi guardava, per lo strano modo di dirmi che ero nei suoi pensieri. Avevo scelto lui senza sapere il vero perché sapevo solo che vicino a lui ero diversa, mi sentivo diversa. Ho capito tardi che era solo il bel “vedere” di un cuore innamorato e non quello di una mente “lucida e ragionevole”!
La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.