Mariella Buscemi – Vita
Com’è strana la vita e come tutto cambia, soprattutto su ciò che si spera e su ciò che si teme.
Com’è strana la vita e come tutto cambia, soprattutto su ciò che si spera e su ciò che si teme.
Il talento si forma nella quiete, il carattere nel fiume della vita umana.
Ognuno di noi deve trovare per conto suo che cosa sia lecito e cosa proibito: proibito per lui. Si può non fare mai alcunché di proibito ed essere tuttavia un grande furfante. E viceversa. A rigore, è una questione di comodità. Chi è troppo comodo per pensare da sé ed essere giudice di se stesso si adatta ai divieti quali sono. Facile per lui. Altri sentono invece certi comandamenti dentro di sé e considerano proibite cose che qualunque galantuomo fa ogni giorno, mentre sentono lecite altre cose che di solito sono vietate. Ognuno dev’essere garante di se stesso.
Vivere ogni giorno alla giornata è il miglior modo di vivere; nessun progetto da realizzare, non aspettarsi niente per non rimanere delusi, nessuna persona di cui fidarsi per non essere traditi. Vivere ogni giorno alla giornata è uno stile di vita semplice, minimalista, essenziale, ti permette di fare spazio e mettere al posto giusto le cose, e di accogliere le persone con distanza e distacco nel rispetto di quel che sono loro e di chi sei tu. Vivere ogni giorno alla giornata è come dormire abbandonandosi ai sogni; che sia un bel sogno o un incubo, è importante aver vissuto ogni giorno tutti i giorni della tua vita.
Fatevene una ragione: la ragione dei miei ragionamenti non è quella di esporre le mie ragioni per farmi dare ragione, ma solo per stimolare le ragioni arrugginite a ragionare.
Penso che non c’è nessuna differenza tra gli esseri umani, di intelligenza o razza, così profonda come la differenza tra il malato ed il sano.
Com’è strano il ciclo della vita, a volte lo sembra.Siamo bambini, abbiamo un totale rapporto di dipendenza dai nostri genitori, poi ad un tratto cresciamo, cominciamo a pensare ai notri futuri figli, alla nostra futura famiglia, andiamo all’università o al lavoro, stacchiamo tutt’insieme qst cordone ombelicale, ci allontaniamo, e, a volte, quando ormai sembra troppo tardi, ci ritroviamo a parlare con degli “sconosciuti”, con persone alle quali offri ormai solo una misera parte della tua vita, con cui condividi solo pochi istanti, almeno paragonandoli a quelli di prima. E poi un piccolo gesto, un abbraccio, un bacio, una telefonata, una parola detta al momento giusto, e quel varco che sembrava per un attimo essersi formato, viene superato nuovamente dall’ancestrale legame di sangue.