Mariella Mulas – Felicità
Vorrei che arrivasse un acquazzone di felicità e tutti ne fossero bagnati fino a inzuppare irrimediabilmente il cuore.
Vorrei che arrivasse un acquazzone di felicità e tutti ne fossero bagnati fino a inzuppare irrimediabilmente il cuore.
L’amore vero si riconosce quando pensieri non ascoltano dubbi… ma meditano il corteggiar infinito dei…
Cos’è un pensiero d’amore: forse un vagito di luce di sentimento, o languore di un desiderio di carezze… Forse, infine è solo quel bisogno immenso d’esistere nel cuore dell’altro o altra e farne dimora sicura e fedele nel tempo. Così, per un senso di vita che avanzi insieme senza mai lasciarti indietro!
I pensieri volano verso la strada maestra, delineando un orizzonte di arcobaleno. In cui le note musicali brillano, illuminando l’universo. Gli occhi scintillano alla bellezza universale, il cuore gioisce. In un attimo la tristezza assale i pensieri: cosa rimarrebbe di bello se tutto svanisse?
Vorrei che la felicità fosse una strada, così da poterla percorrere… vorrei che la felicità avesse un prezzo… così da poterla acquistare… vorrei che la felicità avesse un volto… così da poterla ammirare… vorrei che la felicità emettesse un rumore… così da poterla ascoltare… vorrei che la felicità avesse un traguardo… così da poterla raggiungere.
Cosa ci gridano dunque l’avidità e l’impotenza se non che un tempo nell’uomo c’è stata un’autentica felicità, di cui ora gli rimangono il segno e l’impronta vuota, che egli tenta invano di riempire con tutto quanto lo circonda, promettendosi dalle cose assenti l’aiuto che non ottiene da quelle presenti, ma invano, perché questo abisso infinito non può essere colmato che da un’infinita e immutabile realtà, cioè Dio stesso.
La felicità è una lacrima che inaspettatamente ti scivola giù per la guancia mentre sussurri: Sono stato tanto solo. Non voglio stare più solo. Giura che non mi lascerai mai.