Marika Solfatti – Silenzio
Quando finalmente capirai chi sono, non potrai che rassegnarti al silenzio.
Quando finalmente capirai chi sono, non potrai che rassegnarti al silenzio.
Dov’era quel silenzio che accompagnava la mia anima, che faceva tacere il mondo? Dove si sarà nascosto? Lo cerco e non lo trovo, c’è un gran rumore dentro e fuori che mi fa impazzire. Voglio il mio silenzio, voglio l’amore che lo teneva vivo.
È nella mia natura comprendere, ascoltare, non giudicare. Essere presente e far sentire agli altri presenti nel mio mondo. Ma se poi mi accorgo di essere giudicata, non ascoltata, non compresa, “stacco la spina”. Chiudo il mio universo. E divento silenzio. Un silenzio che scruta nell’indifferenza. Perché ho bisogno di persone, vere, che come me vogliono essere ascoltate, comprese, senza essere giudicate.
Ci sono parole che il silenzio riesce a comunicare meglio.
Cammina in silenzio se vuoi ascoltare i passi di chi ti ama.
Molti poeti dicono che anche i silenzi hanno parole. Io credo che esistano due tipi di silenzi, ci sono quelli che fanno bene al cuore e all’anima, e poi ci sono altri che creano fraintesi nel cuore e baratri nell’anima. Questi ultimi hanno il potere di annientare le cose più preziose.
Il silenzio, a volte, non è altro che un “ti amo” o un “ti voglio bene” ferito, che trattiene il fiato. Non per orgoglio, ma per dignità.