Mario Pugliese – Vita
Non ho ferite visibili sono bravo a curarle a vestirle con classe le mie sono lacerazioni invisibili piccoli tagli sull’anima.
Non ho ferite visibili sono bravo a curarle a vestirle con classe le mie sono lacerazioni invisibili piccoli tagli sull’anima.
Ho bisogno di affetto esattamente come tutti, ho bisogno d’amore e di comprensione, ho bisogno di abbracci e coccole che mi aiutino ad affrontare la vita, sfido chiunque a non aver bisogno di qualcosa per andare avanti e trovare la forza di combattere gli ostacoli, inutile essere ipocriti, da soli si sta male e ci sforziamo di dimostrare il contrario ma sappiamo e sentiamo benissimo che non è così.
Ottimismo, ecco quello che ci vuole!
Non c’è niente di nuovo nel mondo, eccetto la storia che non conosci.
Le guardie muoiono, ma non si arrendono mai.
Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.Ma la mano di chi?La classe rimase affascinata dall’immagine astratta. “Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino. “Un contadino” disse un altro, “perché alleva i polli e le patatine fritte”.Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino.Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all’uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?
Nessuno guarisce dalla malattia dell’essere nato, una ferita mortale se mai ce n’è stata una.