Massimo Cavezzali – Stati d’Animo
Se non ci sei mi manchi. Se ci sei mi manco io.
Se non ci sei mi manchi. Se ci sei mi manco io.
Un giorno mi fermerò un attimo, solo uno, per mostrargli quel che resta del cuore di una donna. Frammenti di una vita che il tempo ha scomposto e ricomposto; stralci di parole, posate su di un foglio, quelle che non ho detto. Mi fermerò un attimo, solo uno, per fargliene dono.
Ci si abitua a tutto. A non sentire più il dolore, a guardare i giorni passare, ridere quando non te ne sbatte nulla di quello che viene detto. Ci si abitua anche a non dormire per non sognare. Semplice farlo, divieni un contenitore vuoto e ben sigillato.
Chi pensa di morire con la coscienza pulita è solamente un dannato ipocrita.
Mi capita ogni tanto di ascoltare una canzone e sentire quel qualcosa dentro, specialmente oggi è come se avessi sentito il braccio di un amico che mi diceva: eccomi sono qui, sono qui per scuoterti da questa apatia. Vedi, fuori c’è il sole e da domani è primavera! Tutto ricomincia a vivere, ricomincia anche tu.
E smettiamola con quest’animo da crocerossina che poi le piaghe le ritroviamo sulla nostra di pelle e sul nostro di cuore. Senza nessuno che ci pensi. Piantiamola col credere che le persone cambino. Di certo non migliorano come il vino, si rivelano per ciò che son sempre state. E non sarà, spesso, una bella sorpresa. Piantiamo un geranio in giuardino piuttosto. Darà più soddisfazione. Smettiamola col credere che certe azioni sono fatte con l’intento di attirarci. Chi ti ferisce non ti vuol mica bene, figurati se ti ama. E basta perdonare, a quello ci pensano i preti nelle confessioni. Bisogna alzare i tacchi ed andarse, ritrovare dignità propria e sorrisi. Non urlatelo l’addio. Risparmiate fiato per voi stesse. Almeno una volta.
Le delusioni ti arrivano come macigni da chi non te lo aspetti, meglio dare il proprio cuore ad un estraneo che ad un parente, sia vicino che lontano.