Matsuo Basho – Frasi sulla Natura
Non c’è nulla che puoi vedere che non sia un fiore; Non c’è nulla che puoi pensare che non sia la luna.
Non c’è nulla che puoi vedere che non sia un fiore; Non c’è nulla che puoi pensare che non sia la luna.
Io considero la scienza della natura, insieme con la musica, la poesia e la pittura, come la maggiore realizzazione dello spirito umano.
Un fiore anche se appassito, resta un fiore. Basta saper dedicare loro il proprio tempo, che piano piano tornano più belli di prima. Ma è un processo lungo, i fiori sono delicati, richiedono attenzioni, sono gelosi e viziati, ma sanno regalarti quel qualcosa che è difficile da descrivere. Un fiore non dovrebbe mai appassire.
Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo.
Camminando in riva al mare udì un riecheggiare lontano, vidi vorticosi ellissi di uno stanco gabbiano e il sole infuocato sparire piano;vidi spumeggianti onde in perenne movimento e lo scintillìo opaco di un faro che ruotava lento…e granelli di sabbia umidi, imponenti scogli, ruvidi… in cielo una lieve polvere di stelle e tra gli abissi un prezioso manto di perle; fu così che mi avvolse la natura, estasiandomi con ogni sua sfumatura…
A settembre la vita si veste di nuovi colori e si arricchisce di nuovi sapori, le nostre avventure avranno nuovi scenari e una nuova colonna sonora. Perché a settembre finisce solo l’estate, ma ricomincia la vita.
Il paradosso è suggestivo: l’equilibrio ecologico si è mantenuto relativamente intatto in alcune delle isole Figi perché l’uomo bianco non ha osato addentrarsi nell’arcipelago a causa del cannibalismo. È un paradosso, eppure non mi dispiace il fatto che una specie animale, in un periodo di carestia, approfitti dei propri simili piuttosto che competere per lo sterminio di altre specie. Non ho difficoltà ad ammettere che il cannibalismo sia una violazione di ciò che definiamo “diritti naturali” dell’uomo, ma la sconsideratezza ecologica del mondo occidentale è, altrettanto palesemente, una violazione dei doveri dell’umanità. Ora, se il concetto di “diritti umani” ha una storia lunga più di duemila anni, io mi chiedo: quando saremo maturi per il concetto di “doveri naturali”?