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    Tempo fa cercavo le parole per esprimere quello che provavo, ma non le trovavo perché non c’erano nessuno capace di trasmetterle, oggi le parole ci sono, perché esiste qualcuno capace di farle uscire fuori. Bisogna, quindi cacciarle fuori, prima che sia troppo tardi, perché un domani, potrebbe esserci ancora quel qualcuno tuo ispiratore, ma potresti essere tu a pensare: sono sciocca, ormai è tardi, e capirei in quel momento di come sarebbe bello ritornare a ieri.

  • Bruno Ferrero – Vita

    Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.Ma la mano di chi?La classe rimase affascinata dall’immagine astratta. “Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino. “Un contadino” disse un altro, “perché alleva i polli e le patatine fritte”.Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino.Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all’uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?