Maurizio Domenighini – Stati d’Animo
Quando guardo una vecchia fotografia il mio cuore si riempie di malinconia. Non mi manca quello che ero, mi manca quello che avrei potuto essere.
Quando guardo una vecchia fotografia il mio cuore si riempie di malinconia. Non mi manca quello che ero, mi manca quello che avrei potuto essere.
I pensieri si aggrovigliano come serpi, si confondono e mi aggrediscono, e io cado nel vuoto.
Lasciami solo qui dentro, questa stanza è la mia mente, non voglio nessuno, occuperebbe solo spazio utile al niente che regna.
Sebbene io stia nella condizione di morire dal freddo in una foresta innevata completamente nudo. Saprò sempre, che l’unica vera fonte di calore non potrà essere quel focolaio che si intravede dietro quegli alberi. L’unica speranza di sopravvivere è rifugiarmi in quella grotta alle mie spalle che giace sotto metri e metri di neve. Ecco l’unica pecca: sto ancora scavando per raggiungerla!
La mia vita è un insieme di tanti tentativi, fatti tutti con coraggio senza demordere mai. È la forza di tenermi in piedi quando il vento del destino soffia forte per farmi cadere. È la voglia di non mollare, perché la mia vita è mia e posso decidere di tenere duro anche nei momenti più bui.
Eccolo, il crepuscolo. La luce che prende il posto all’oscurità. E io sono qui, che aspetto. Aspetto che il buio vada via, che il primo raggio di sole illumini completamente questo cielo, che sia finalmente l’inizio di un nuovo giorno, un nuovo giorno da accogliere con un sorriso. Perché ci sono, sono qui. C’è vita, dentro di me e ovunque intorno a me.
A nessuno piace essere smascherato, essere messo con le spalle al muro. Ma il più coraggioso, quello che si vanta di una dignità, riesce sempre a riconoscere il suo “mancato” e umiliarsi con le proprie scuse, sbattendo la testa con il cuore, rialzandosi più “pulito di prima”.