Melissa P. – Libri
Tu sei un fiore, non lasciare che ti calpestino più.
Tu sei un fiore, non lasciare che ti calpestino più.
C’è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l’ultimo.
So che non sarà fecile per te, Jacob.Lo capisco più di quanto tu creda.Lei non mi piace, ma… è la tua Sam.È tutto ciò che vuoi. Tutto ciò che non puoi avere.
Non aveva scelto lui fra tutti quanti. La verità è che non aveva pensato a nessun altro.
La gente non si accorge mai di nulla.
Edward mi strinse con delicatezza. “Sono qui”.Respirai a fondo.Era la verità. Edward mi era accanto, sentivo il suo abbraccio. Finché fosse stato così, avrei potuto affrontare qualsiasi cosa. Drizzai le spalle e andai incontro alla mia sorte, confortata dal destino che mi camminava al fianco.
Adesso mia madre mi controllava ogni sera le braccia per vedere se c’erano segni di punture fresche. Mi bucavo quindi nella mano, sempre nel medesimo punto. Mi era venuta una macchia scura di crosta. A mia madre raccontai che era una ferita che si rimarginava con difficoltà. Ma a un certo punto mia madre capì che era una puntura fresca. Dissi: “si, chiaro, oggi l’ho fatto una volta. Lo faccio solo raramente. Non fa per niente male.” Mia madre mi picchiò di santa ragione. Non mi difesi. Non mi faceva più nessun effetto. Lei comunque mi trattava come l’ultimo pezzo di merda e ad ogni occasione mi mandava in paranoia. Istintivamente faceva una cosa giusta. Perché un bucomane, prima di essere veramente disposto a cambiare qualcosa, deve non volerne sapere assolutamente più niente della merda e della porcheria. Allora si uccide, oppure utilizza l’ultimo filo di possibilità per venire fuori dall’ero. Ma allora idee di questo tipo non ce le avevo per niente.