Mery Lucana – Felicità
Comunque vada questa giornata, sii felice per il solo fatto di poterla vivere.
Comunque vada questa giornata, sii felice per il solo fatto di poterla vivere.
Bisogna avere molta cautela con chi è felice.
Bisogna avere tanto coraggio per poter ammettere di essere felici!
Quello che hai imparato ieri, usalo per essere felice oggi.
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.
Mi sono chiesta tante volte se la felicità ha un numero, un indirizzo, un cap, una residenza specifica. Mi sono chiesta se esista davvero. Mi sono chiesta se c’è un treno che ha come meta e rotta questa fantomatica parola. Come sempre, ho solo una risposta da esternare e da pronunciare a voce bassa: la felicità non è altro che seminare sorrisi in un prato dove erbacce e gramigna risiedono incontrastate senza rinunce. La felicità è fare un patto col destino, mentre desiderio e volontà si abbracciano e si amano, sotto questo cielo di mille contrasti e di acerbe contraddizioni e consapevolezze. Ecco cos’è la felicità: è amarsi incondizionatamente, è credere che qualcuno da qualche parte possa amarti davvero per quello che sei. La felicità è trovarsi sopra un precipizio, pronta a cadere ma anche pronta ad aggrapparsi alla speranza, quella speranza che ti tiene su mentre scivoli giù in quel dirupo di cattiverie. La felicità è essere pronti a mettere le ali e a volare, in qualsiasi momento, protetti indistintamente da ciò che si ha nel cuore.
A chi c’è stato, a chi c’è, a chi ci sarà. Ma soprattutto a chi riuscirà a far parte di tutti e tre questi momenti della mia vita, perché vorrà dire di essere una di quelle poche persone, capaci di volermi bene, anche quando non sono meritevole di tale affetto.