Michel Eyquem de Montaigne – Filosofia
Chi sradicasse la conoscenza del dolore estirperebbe anche la conoscenza del piacere e in fin dei conti annienterebbe l’uomo.
Chi sradicasse la conoscenza del dolore estirperebbe anche la conoscenza del piacere e in fin dei conti annienterebbe l’uomo.
In te ho trovato un mondo di gioia, e di emozioni indimenticabili,e mentre ti guardo ringrazio il cielo d’avermi donato il suo angelo migliore.
Ma esisteva una potente corporazione di uomini la cui ostilità a Galileo non venne mai meno: gli aristotelici delle università. L’inerzia della mente umana e la sua resistenza all’innovazione sono ampiamente dimostrate non solo, come ci si potrebbe aspettare, dalla parte della massa ignorante – che viene facilmente influenzata una volta che se ne è colpita l’immaginazione – ma presso i professionisti dotati di interessi costituiti nella tradizione e nel monopolio del sapere. L’innovazione costituisce una duplice minaccia per le mediocrità accademiche: essa mette in pericolo la loro oracolare autorità ed evoca la profonda paura che il loro completo edificio intellettuale, laboriosamente costruito, possa crollare.
Cercare la libertà al di là del muro, senza averla prima trovata dentro di noi, potrebbe farci trovare, una nuova prigione.
Solo il tempo rivela l’uomo giusto; il malvagio, invece, lo riconosci in un giorno solo.
Un’anima che si sa amata, ma che non sa amare, rivela la propria feccia – ciò che vi è di più basso viene in superficie.
Il livello di evoluzione spirituale di un essere umano si misura dal livello del suo disinteresse per le cose materiali. E si tratta di una misura assai impietosa, perché riserva molto frequentemente amare sorprese.