Michela Strega – Comportamento
C’è chi si accontenta del corpo, io non mi accontento, prendo tutto: mente, cuore, anima, perché se devo sfiorare solo la superficie non mi interessa, io vado oltre.
C’è chi si accontenta del corpo, io non mi accontento, prendo tutto: mente, cuore, anima, perché se devo sfiorare solo la superficie non mi interessa, io vado oltre.
Piccolo è l’uomo che del suo non guarda ma grande attenzione riserva agli altri.
Ne faccio di errori in continuazione, con me stessa, con gli altri ma soprattutto non imparo mai che bisognerebbe farsi scivolare tutto addosso soprattutto le chiacchiere, quelle di chi sa solo giudicare! Dovrei imparare a non lasciar intaccare quel briciolo di serenità che cerco di costruirmi ogni giorno!
L’eleganza non è appariscenza o esibizionismo. È stile, consapevolezza, misura.
Il vero furbo non è colui che pensa di esserlo, ma colui il quale, sapendo di esserlo, mette in condizioni l’altro di svelarsi qual’egli è. Il vero furbo, usa il fioretto intellettuale, un mix esperienziale culturale, insieme a quell’istinto innaturale, extrasensoriale, usa poteri di imprint visivo-mentale: ciò non è peculiarità del comune furbo, esso è innato, ancestrale peculiarità di chi ha occhi per guardare oltre, nel fondo dell’iride, in quell’unicum qual è il volto nella sua espressività, scannerizzando ogni sguardo e cogitari mutant.
Sto in disparte, in quarta fila, nella penombra dell’anonimato, a osservare gli altri azzuffarsi sul palcoscenico dell’ostentazione.
Un tempo non esistevano gli ascensori, e chi voleva accedere ai piani superiori di un palazzo doveva inevitabilmente farsi tutti i gradini a piedi. Attualmente abbiamo funzionalissimi ascensori, ma per tanti è sorto il problema della propria linea. Allora, che dite, di nuovo a piedi?