Michela Strega – Tempi Moderni
C’è tempo, così dicono. Il mio è finito. È finito il tempo in cui aspettavo, comprendevo e tacevo, ora il tempo lo uso solo per me.
C’è tempo, così dicono. Il mio è finito. È finito il tempo in cui aspettavo, comprendevo e tacevo, ora il tempo lo uso solo per me.
Oggigiorno fare sesso è equivalente al cambiarsi la maglietta, data la poca importanza che gli si attribuisce… direi, è quasi un “indossare ciò che capita” e il corpo è come un gadget da scambiare.
È l’era di chi tiene gli occhi a terra per paura che anche uno sguardo possa ucciderlo, perché c’è sempre qualcuno in cerca di un qualsiasi motivo per far la guerra. Ma uno sguardo non è sempre rivolto all’altro; a volte è soltanto fisso su di un punto o su di un volto che non sta guardando, come se fosse un foglio bianco in attesa di accogliere le parole di chi le sta cercando tra pensieri, emozioni e desideri da scrivere. Uno sguardo può essere la terra fertile da cui può nascere una poesia.
Ho lasciato andare il tuo corpo, ma il tuo amore lo tengo stretto a me.
Pochissime persone si sono laureate capendo quello che hanno studiato, moltissime si sono laureate ricordando quello che hanno studiato e troppe addirittura si sono laureate… pagando quello che hanno pagato!
Oggi ci nascondiamo dietro le apparenze per occultare gli animi vacanti.
La modernità risolve i suoi problemi con soluzioni ancora peggiori dei problemi.