Michela Strega – Tempi Moderni
Siamo tutti poeti moderni, macchine delle parole, in serie.
Siamo tutti poeti moderni, macchine delle parole, in serie.
Quanto più numerosi gli avvocati, tanto più lungo il processo; quanto più numerosi i medici, tanto più breve il processo.
Persino su un banco d’accusato, è sempre interessante sentir parlare di sé.
I giornalisti, sicofanti dei potenti, non sono altro che teste vuote impegnate perennemente a fare la cronaca della stupidità.
La città moderna è la struttura sociale più vulnerabile mai concepita dall’uomo.
Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze.
Il fanatismo consiste nel raddoppiare gli sforzi quando si è dimenticato l’obiettivo.