Michela Strega – Vita
Siamo tutti la sostanza del nostri errori, delle nostre vittorie, siamo un impasto di ciò che ci circonda, allievi di un unico insegnante: la vita!
Siamo tutti la sostanza del nostri errori, delle nostre vittorie, siamo un impasto di ciò che ci circonda, allievi di un unico insegnante: la vita!
La grandiosità della vita risiede principalmente nell’originalità ed irripetibilità di ogni sua forma espressiva: ognuna delle quali diversa e unica rispetto alle altre, ma tutte ugualmente importanti, preziose e degne di rispetto!
Le favole esistono, sono intorno a noi. La vita è una favola con le sue stagioni. Quattro bellissimi capitoli tutti da sfogliare, da leggere e rileggere per emozionarci ogni volta di più, lasciando il finale al suo destino.
La vita mi ha remato contro per molto tempo, senza un salvagente sono riuscita a rimanere a galla. lacrime, grinta, forza e determinazione mi hanno tenuta in vita. oggi guardo dietro senza più paura e guardo avanti con fiducia e altrettanta determinazione nel voler raggiungere ciò che adesso le mie mani stanno solo sfiorando.
Una vita onesta e corretta avrà la sua ricompensa.
Sento e leggo di centinaia di persone che chiedono scusa a qualcuno, a loro stesse e al mondo intero. Ma scusa di cosa? Scusarsi dei propri sbagli è come chiedere scusa per aver respirato. E non perdonare qualcuno significa ignorare la mediocrità della natura umana. Se non si è in grado di perdonare, non resta che eclissarsi dalla vita e vivere solo per se stessi. Ma guai a coloro i quali continuano a vivere nel mondo e a chiedere scusa per essere dei mediocri, consapevoli o inconsapevoli che prima o poi rifaranno il medesimo errore. Cancelliamo la parola “scusa” dal vocabolario. Io non mi scuserò mai di essere quello che sono: un mediocre, ipocrita ed egoista essere umano.
Il Distruttore, figlio del dio Sole, si mise in cerca un giorno di quattro streghe, perché voleva ucciderle.La prima che incontrò tremava e si torceva al suo cospetto, però non di paura. Freddo era il suo nome. “Se tu mi uccidi” disse “il caldo regnerà e il grano non potrà crescere senz’acqua che lo bagni.”Il Distruttore disse: “Vecchia hai ragione, io non ti ucciderò”.Fame era la seconda, ella così parlò: “Se tu mi uccidi il cibo verrà a noia alla tua gente”. Ed egli disse: “E vero, la gioia di ogni festa sparirebbe con te. Io non ti ucciderò”.La terza era Povertà. “Uccidimi” ella disse sono così infelice! Però sappi che morta io mai più i vestiti potranno consumarsi e la tua gente non avrà più il sapore delle cose nuove.Ed egli disse: “È vero, la mia gente gode degli abiti nuovi. Non ti ucciderò”.L’ultima strega, la più vecchia e curva, disse: “Se tu mi uccidi, la Gente non morirà mai più, né nuovi bambini nasceranno, al mondo sarà un popolo di vecchi.Lasciami andare e la Gente crescerà, giovani forti prenderanno il posto dei vecchi che prenderò per mano.Sono la Morte, amica non compresa della Gente.””Nemmeno te posso uccidere” concluse il Distruttore.È così che Morte, Miseria, Fame e Freddo, vivono tra di noi.Il figlio del Sole, tornato dal suo viaggio, spiegò a tutti quanti queste cose.