Michelangelo Blanco – Filosofia
Cerco di capire il libero arbitrio, ma la mia mente condizionata mi impedisce di esercitarlo.
Cerco di capire il libero arbitrio, ma la mia mente condizionata mi impedisce di esercitarlo.
Insensibile, né benevolo, né spietato, sottomesso a leggi rigorose o affidato al caso, il mondo non sa di sé. Non lo si può capire perché si presenta impersonalmente, se lo si riesce a chiarire in qualche particolare, resta comunque incomprensibile nella sua totalità. Ciò non toglie che io conosca il mondo anche in un altro modo. Un modo che me lo rende affine e che mi consente di sentirmi, in esso, a casa mia, al sicuro. Le sue leggi sono quelle della ragione, per cui, sistemandomi in esso, mi sento tranquillo, costruisco i miei strumenti e li conosco. Mi è familiare nelle piccole cose e in quelle che mi sono presenti, mentre mi affascina nella sua grandezza; la sua vicinanza mi disarma, la sua lontananza mi attira. Non segue i sentieri che attendo, ma anche quando mi sorprende con insospettate realizzazioni o inconcepibili fallimenti, alla fine conservo, anche nel naufragio, un’indefettibile fiducia in esso.
Nel virtuale l’immaginazione crea; nel reale, la realtà ha già creato, ti mostra il compiuto.
La stoltezza vola basso con le ali della libertà, la saggezza nel limpido cielo con il vento a favore.
Amare se stessi… è amare l’universo in cui si vive. Io non è che odio me stesso… ma non amo affatto questo mondo così “moderno”.
Questa nostra terra, che un tempo ci sembrava infinitamente grande, deve essere considerata nella sua piccolezza. Viviamo in un sistema chiuso, dipendenti gli uni dagli altri e dipendenti tutti dalla terra stessa. Tutto ciò che ci divide è infinitamente meno importante del pericolo che ci unisce.
Un’aria pregnacosì di vitamai fucosì pienaanche se svuotaciò che giàc’era.