Cristina Cossu – Filosofia
Non è il fato a scrivere la nostra vita, non il caso a scegliere per noi.Le nostre mani stringono le chiavi per accedere ai nostri destini.
Non è il fato a scrivere la nostra vita, non il caso a scegliere per noi.Le nostre mani stringono le chiavi per accedere ai nostri destini.
Ci sono discorsi e discorsi, alcuni ci mantengono svegli tutto il tempo; altri ci mettono a dormire dall’inizio alla fine (oppure dalla fine all’inizio). Questi ultimi, nemmeno la matematica riesce a starli dietro!
Mi faccio molte domande su Dio, per convincermi che non esiste; ma più ci provo e più credo in lui.
Come quasi tutti gli ex-marxisti della mia generazione, ero un neofita del liberalismo, e nel mio entusiasmo semplicistico e ignorante lo usavo come una mazza. In sostanza, non facevo altro che adoperare il liberalismo per semplificare indebitamente la realtà, più o meno come si faceva pochi anni prima usando il marxismo. Rimaneva invariato l’atteggiamento psicologico, la presunzione semplificante. Avevo cambiato le mie idee per rimanere identico a me stesso. Di fronte alla richiesta di occuparsi seriamente e concretamente dei problemi delle donne, degli omosessuali, della gente scura di pelle, l’importante era disporre di un’elegante via di scampo. Non era poi così essenziale che, mentre anni prima la scappatoia era l’appello alla lotta di classe e a una perfetta rivoluzione, negli anni ottanta, con la crisi del marxismo, si fosse resa disponibile un’altra chiave universale: l’assolutezza dei criteri formali di uguaglianza. La sicumera rimaneva identica a se stessa.
Le mie lacrime sono così pesanti che nemmeno il vento riesce a portarle via.
Il tetro crea mille segni isolati è la luce a farne un vivace dipinto.
Non c’è nulla di peggiore di una mente limitata, specialmente quando questa, cerca di uscire dai propri limiti. Dimostrando tutta la sua ignoranza.