Michelangelo Da Pisa – Desiderio
Quel desiderio di fuga che mi pervade, la mia mente che evade, impigliata nel filo spinato delle mie paure. Vedo il colore della libertà, ma non ne conosco il sapore.
Quel desiderio di fuga che mi pervade, la mia mente che evade, impigliata nel filo spinato delle mie paure. Vedo il colore della libertà, ma non ne conosco il sapore.
Secondo te stai al centro dell’attenzione, secondo me stai alla periferia della dignità.
Non credo sia timidezza, sai? Quando la tua pelle è a portata di bacio, vocali e consonanti si aggrovigliano irrimediabilmente in gola ed esplodono nei miei occhi, in miriadi di scintille di desiderio.
Ho smesso di fidarmi, confidarmi, affidarmi, sfidarmi. Ho riposto le armi e iniziato ad amarmi.
Se dovessi pensare di morire domani, non penserò più a quello che è stato ieriNon penserò più a quello che ho sbagliatoa quanti traguardi ho raggiuntoVoglio soltanto che i miei occhi siano ben aperti, che la mia percezione dei colori sia fantasticaVorrei sentire una sensazione di benessere in tutto il corpovorrei sentire tutti i miei muscoli pronti come elastici tesivorrei sorridere anche per l’ultima volta a chi mi ha fatto del benericordare a chi ha fatto di tutto per farmi vivere male che non ha ottenuto nientevorrei potermi girare prima per l’ultima volta e salutare la mia casasalutare i miei animaliIgnorare chi non ha capito niente di quello che ho fatto, non si merita neanche l’ultimo sforzoVorrei poter controllare le lacrime, il dolore che un anima prova nel lasciare tutto quello che amaVorrei vedere ancora quei paesaggi che hanno fatto innamorare chi mi ha voluto beneIn quel momento lo spirito sarà veramente riccoQuell’attimo di paradiso, del mio paradiso, quello che mi ha fatto vedere la felicità,con il solo dispiacere che dovrò far piangere chi teneva a me più di se stessi, anche chi non è riuscito a dimostrarloSalvo la mia anima al mio Dio sorrido se potessi avere tutto quello che ho scritto sopra,veramente ho ottenuto tutto.Felice nell’infinito, perché il dolore è un momento, il resto è una eternità che non finisce mai.
Ho vissuto più in quindi giorni che in quindici anni; e mi sembra che nessuna delle mie lunghe settimane di dolore eguagli in acutezza di spasimo questa breve settimana di passione. Il cuore mi duole; la testa mi si perde; una cosa oscura e bruciante è in fondo a me, una cosa ch’è apparsa all’improvviso come un’infezione di morbo e che incomincia a contaminarmi il sangue e l’aniam, contro ogni volontà, contro ogni rimedio: il Desiderio.
Darei chissà cosa per rivivere la mia vita, però stavolta mi godrei più intensamente i miei errori e continuerei a non pagare le multe.