Michelangelo Da Pisa – Libri
Leggere è vaccinarsi contro la quotidianità.
Leggere è vaccinarsi contro la quotidianità.
Un fisico teneva un ferro di cavallo appeso sulla porta del suo laboratorio. I colleghi ne furono sorpresi e gli domandarono se credeva che gli portasse fortuna nei suoi esperimenti. Egli rispose: “No, non sono superstizioso, ma mi hanno detto che funziona anche se non ci credi”.
Non avevano nient’altro da dirsi? I loro occhi, però, traboccavano di parole più gravi. Mentre si sforzavano di trovare frasi banali, si sentivano riempire tutti e due da uno stesso languore. Era come un mormorio dell’anima, profondo, continuo, che l’aveva vinta sulla voce. Stupiti da questo questo nuovo, soave sentimento, non pensavano neppure a spiegarne il senso, a scoprirne la causa. Le felicità future, come le rive dei tropici, proiettavano, sulla immensità che le precede, il loro molle sentore come una brezza profumata: si scivola in quell’estasi e non importa se l’orizzonte non si vede.
– Ma lei non pensa – insisto io – che sia meglio essere estremamente felici per poco tempo, anche se quella felicità va perduta, che tirare avanti infelicemente per tutta la vita?Mi guarda. Allontana le mani dal volto e mi fissa. Poi dice:- Me lo sono domandato spesso. Tu credi che sia meglio?Ripenso alla mia infanzia, alle attese interminabili e agli interrogativi […]- Si – rispondo – lo credo.
Quanto più capirai te stessa tanto più comprenderai il mondo.
“Sai che non ricordo la tua data di nascita?” “Il giorno in cui l’ho conosciuta, amico. Prima di lei ero carne e respiro, nulla di più.”
Ci sono finito dentro per caso parecchi anni fa, tante volte ho cercato di venirne fuori ma nulla, ci sono sempre ingenuamente ricascato. Forse per debolezza, forse perché la chimica vince sull’intelletto, fatto sta che devo sentirla scorrere nelle mie vene, spesso. Mi devo arrendere, non ce la posso fare. Può trascorrere un giorno, al massimo due prima che la mia pelle sia vittima di crisi da astinenza da salsedine.