Donatella Di Stefano – Libri
Una libreria è un sentiero con destinazione mete infinite.
Una libreria è un sentiero con destinazione mete infinite.
Scrivere un libro senza preoccuparsi della sua sopravvivenza sarebbe da imbecilli.
Al centro dei miei pensieri c’era il modo scombinato con cui a Forks percepivo il tempo, spesso una serie di immagini in corsa tra cui alcune emergevano più chiare di altre. Ma c’erano anche momenti in cui ogni secondo era importantissimo, marchiato nella mia memoria. Sapevo esattamente da cosa dipendeva la differenza, e ciò mi disturbava.
Mi piacerebbe far vagare il mio cuore. Se solo riuscissi a concederlo, sia pure per soltanto un fine settimana, questa pioggia sul mio viso avrebbe sapore. Se amare fosse facile starei abbracciata a lui e le parole delle canzone racconterebbero una storia, che sarà la nostra storia.
E credere in te soltanto, giurare in te soltanto, riporre in te soltanto la mia fede, la mia forza, il mio orgoglio, tutto il mio mondo, tutto quel che sogno, e tutto quel che spero…
Scrivo perché la cultura non sa leggere.
Quando mio padre cospirava, non era per l’Imperatore, ma contro i Borboni, perché mio padre aveva in sé questo di terribile, che non combattè mai per le utopie non realizzabili, ma per le cose posibili, e applicò alla riuscita di queste le terribili teorie della Montagna, senza indietreggiare di fornte a qualunque ostacolo.