Sebastiano Borsatti – Libri
Sono gelosissimo dei libri che leggo. È come se l’autore li avesse scritti con il solo scopo di plasmare un uomo che rasenti la perfezione.
Sono gelosissimo dei libri che leggo. È come se l’autore li avesse scritti con il solo scopo di plasmare un uomo che rasenti la perfezione.
Naturalmente la città non va a dormire con Lazzaro Santandrea. Anche se i maligni dicono che mezza città è andata a letto con lui. E il Bunker, la sua trappola per tope di via Washington, solo nel Duemila è stato visitato da un numero imprecisato di gnocche agnostiche che chiameremo X, decise a lasciarsi convertire. Questo si chiama sesso, talvolta divertimento, raramente amore, solitamente solitudine affollata.
Ero troppo ubriaco per lamentarmi: sentivo solo il morso e la tristezza selvaggia di un’altra buona cosa persa per sempre.
Voglio gioire ed essere pieno di sdegno.
Solo un libro secerne il valore della solitudine simultaneamente al profumo della compagnia.
Tanto se non vai tu a trovare la vita è la vita che viene a trovare te.
Era quasi mezzanotte e il Primo Ministro stava seduto da solo nel suo ufficio, a leggere una lunga relazione che gli scivolava via dalla mente senza lasciare la minima traccia. Aspettava una chiamata dal presidente di un paese remoto e, tra il chiedersi quando quel disgraziato avrebbe telefonato e il cercare di allontanare gli spiacevoli ricordi di una settimana lunghissima, faticosa e complicata, nella sua testa non c’era molto spazio per altro. Più cercava di concentrarsi sui caratteri stampati della pagina, più chiara vedeva la faccia maligna del suo avversario politico. Questi era apparso al telegiornale quel giorno stesso non solo per elencare tutte le cose terribili successe nell’ultima settimana (come se ci fosse bisogno di ricordarle), ma anche per spiegare perché fossero, dalla prima all’ultima, colpa del Governo.