Michelangelo Da Pisa – Progresso
Il progresso che non impara dal pregresso involve in regresso.
Il progresso che non impara dal pregresso involve in regresso.
Mi sembra di vivere la mia vita con quella sensazione che si prova quando due treni sono affiancati, fermi alla stazione e tu fissi distratto il finestrino. D’improvviso sembra che il tuo treno stia partendo, ma presto realizzi che sei ancora fermo e che è invece tutto attorno a te che inizia a muoversi. E non vedi l’ora che cominci anche il tuo viaggio.
Ho cercato in dizionari, romanzi e poesie una valida definizione dell’amore, che ne potesse sviscerare l’essenza. Eppure ogniqualvolta incroci lo sguardo di una madre al cospetto d’un figlio, realizzo che secoli di parole non sono riusciti a imbrigliarne l’esuberante dolcezza, l’incondizionata longevità, l’incosciente bellezza, la fiera fragilità.
Le incomprensioni scindono legami deboli, consolidano quelli chimicamente necessari. Ciò che non è, mai sarà, ciò che è, sopravviverà.
All’impossibile prediligo di gran lunga l’imponderabile. Il primo lo culli ingenuamente, il secondo ti strattona violentemente. Puoi immaginare persino quel che non è e mai sarà, ma dinanzi al brivido dell’inatteso sei vulnerabile, stordito, privo dell’egida della ragione, libero dalla placenta della consuetudine, barcollante nell’ignoto. Insolitamente vivo.
La cultura è un’appariscente cornice barocca, ma è l’umiltà la tela che ne giustifica l’esistenza.
Amavo la malinconia del suo sorriso a metà perché ero convinto che necessitasse del mio per completarlo.