Michelangelo Da Pisa – Ricchezza & Povertà
Peggio di chi esibisce ricchezze c’è chi esibisce ricchezze che non possiede.
Peggio di chi esibisce ricchezze c’è chi esibisce ricchezze che non possiede.
Come può esistere la diversità quando negli occhi si riflette la stessa porzione di cielo?
L’amore eterno è un terno al lotto per cui tremo e lotto.
Agli amori riciclati, rattoppati, malati, va lucidamente staccata la spina che artificialmente li alimenta, perché all’inizio è speranza, poi subentra l’illusione, alla fine diventa accanimento terapeutico.
Ti dicono sii forte, non ti meritava, non era la persona giusta per te, ma le parole son fiocchi di neve che si poggiano sull’animo, si sciolgono al primo sospiro, vittime del mio pensiero che caldo, potente e incurante vola dove non dovrei, dove non vorrei, perché il mio amore è un paradosso che mi uccide, tu che sei per me antidoto e veleno.
Discontinuo in tutto, non conduco mai a termine un inizio, dell’incoerenza umile vassallo. Incongruente, contraddittorio, inconcludente, disorganico, arruffato e sconclusionato. Solo tu armonizzi i miei disequilibri. Tu, punto di coesione delle mie volubilità, mi rendi persino incostante nella necessità di dimenticarti.
Si aspettano che tu faccia domani quel che fai oggi solo perché l’hai fatto anche ieri. La pretesa è un vizio fondato sull’abitudine, appagarla è un sottoprodotto della solitudine.