Michelangelo Da Pisa – Sogno
Ho un problema serio. Mi faccio. Di sogni.
Ho un problema serio. Mi faccio. Di sogni.
Ogni giorno scelgo di non vivere almeno una ventina di vite alternative.
Quando pensava di aver finalmente trovato la donna dei suoi sogni, l’ha vista improvvisamente svanire tra nuvole di nebbia.
Ho il non trascurabile vantaggio che mi presenterò all’inferno con un discreto bagaglio di esperienza terrena.
Imparo dall’edera che s’inerpica caparbia, sognando il cielo.
Tu eri rapido, Morar, come un capriolo sulla roccia, terribile come una fiamma notturna nel cielo. La tua collera era una tempesta, la tua spada nella battaglia, un lampo sulla landa. La tua voce sembrava il torrente dopo la pioggia, il tuono grondante tra le montagne. Molti caddero sotto il tuo braccio; la fiamma della sua ira li consumò. Ma quando tu ritornavi dal combattimento, com’era calma la tua fronte! Il tuo viso era come il sole dopo la tempesta, come la luna nella notte silenziosa; il tuo seno era tranquillo come il lago quando è cessato il rumore del vento.
Il mondo è di chi sogna e in matteria di sogni sono insegnate.