Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Non sono banale, è che trovo anche l’ovvio eccezionale.
Non sono banale, è che trovo anche l’ovvio eccezionale.
Capisco perfettamente che gli altri non mi capiscono. Quello che mi risulta difficile è capirmi.
Sogno un pianeta in cui l’educazione sia un virus a trasmissione aerobica, che possa infettare gli individui con un saluto, un sorriso, un grazie.
Mi piace la notte sussurrata nel letto tra parole dette e gesti che cullano perché racchiude l’intimità in una corazza che è un dirsi senza negarsi, lontano dal frastuono della quotidianità. La notte è solo di chi la vive.
L’innamorato è un sentimentale seriale che lascia impercettibili indizi nella speranza di essere catturato, perché l’amore è il suo delitto imperfetto.
Avrei voglia di sorridere, ma non riesco, avrei voglia di un abbraccio che non c’è di un sorriso che non c’è, avrei voglia di qualcuno che mi prendesse per mano e mi dicesse: vieni non sei sola, quante cose avrei voglia, ma, l’erba voglia non cresce. E quel che voglio non c’è! Ed io resto qui, nel mio avrei voglia, che muore nel voglio!
Sono sillabe di seta le parole pronunciate dal cuore.