Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
La sensibilità non ha pietà. Cinica e spietata, sfonda la porta dell’orgoglio e ti sbatte in faccia un’emozione.
La sensibilità non ha pietà. Cinica e spietata, sfonda la porta dell’orgoglio e ti sbatte in faccia un’emozione.
Sangue e polvere, silenzio e macerie, vittime e speranze. Io sono il veterano delle mie guerre interiori.
Mi hanno chiesto: “perdonami”. Ma alcuni gesti a mio avviso non sono perdonabili. Quei gesti fatti senza riflettere, magari ripetuti fino a sfondarti il cuore. Quei gesti fatti solo perché in quel momento faceva comodo così. Io non sono il “momento di comodo” di nessuno.
Ho un’arcana attrazione per le case abbandonate, private dell’umano calore, per le loro finestre vista cielo, per la loro dignità impolverata, per la natura che inesorabilmente fagocita i suoi ricordi. Starei ore ad ascoltare le storie che le pareti scarnificate sussurrano, stanche, ma mai asservite al tempo.
Non pretendo di insegnare e non accetto di essere ammaestrata. Io penso che fra le persone debba avvenire uno scambio, una sorta di arricchimento reciproco. Sono contraria alle imposizioni, accetto la natura degli eventi, senza pretese, senza delusioni. In questo senso penso ognuno di noi sia libero di lasciarsi andare a ciò che sia meglio per lui, senza costrizioni. Per me questa è la libertà.
Vola leggera come una farfalla, chiudi gli occhi e librati nell’aria,allontanati dai rumori assordanti della vita e viaggia dentro di te.Volteggia delicatamente sui fiori e percepiscine la fragranza;il sole scalda, la distesa di un prato verde ondeggia alla brezza.Non importa chi sei o quante cose hai fatto o non fatto fino ad ora,lasciati trasportare nell’intimo infinito.Tu sei una delicata farfalla, limita la mente e i suoi errori, lascia palare il tuo cuore.Non hai peso, sei libera d’amarti, di considerarti, di accettare e riconoscere dentro di te la tua unicitàe bellezza; guardati con gli occhi del cuore e sii felice d’essere.
Rimpiange di non esser nato ferro chi nasce e vive la sua vita sempre stretto fra l’incudine e il martello.