Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Più faccio vita sociale, più divento asociale.
Più faccio vita sociale, più divento asociale.
Lo tengo in tasca, il rancore. Controllo bene di averlo ancora, a volte. Altre invece fingo di averlo smarrito.È che dipende, cambia e poi si estende. Tutto in base al dolore, agli incubi, ai mostri ammassati negli armadi. Il sangue perso in quel modo nessuno te lo riconcede più. E più han fatto soffrire e meno ci pensa a morire, il rancore.
Non è che si debba capire tutto perché non tutto deve essere necessariamente capito ma a volte solo accettato.
Si spostava qua e là credendo di essere libera, invece portava dentro di sé una prigione con l’anima ai ferri.
A volte ci si sente abbandonati, anche se così non è.
È la distrazione che temo, ci hai mai pensato? La gente osserva un sorriso e crede tu sia felice, ascolta un silenzio e crede che tu non abbia nulla da dire, ti calpesta il futuro e crede sia sufficiente chiedere scusa. Ed io sono perfettamente nel mezzo, tra la loro cecità d’animo e la paura di non esser visto.
Trovo di cattivo gusto la gente che parla con te facendo mille allusioni generali per poi riferirsi a te.