Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Ho svariate personalità, trecentocinquanta secondo gli organizzatori, diciotto secondo la questura.
Ho svariate personalità, trecentocinquanta secondo gli organizzatori, diciotto secondo la questura.
Quando la cultura si sposa all’umiltà è sempre un matrimonio d’amore, un po’ come quando l’ignoranza si sposa all’arroganza.
Ciò di cui non mi persuado è che esseri capaci di cotanta bellezza, genio, inventiva, appartengano alla stessa specie di altri, artefici delle più atroci ignominie.
Non ti piacerò per come mi vuoi, ma per come io sono. Tutto il resto è tempo perso.
Le cose che ho imparato dai miei mille perché. Che con la consapevolezza dei se e dei ma e dei però non si è costruito nulla, ma si è demolito la certezza di tutto. Che nei miei dubbi ho cercato di entrarci ed uscirci, perché entrandoci fossi capace di capire i miei sbagli. Che lo sbaglio non è mai di una singola persona, ma sta in ognuno di noi la colpa. Che si può essere neutrali, ma la neutralità va applicata su tutti. Che si può credere a qualcuno, ma si deve credere anche all’altro. Che dagli sbagli bisogna imparare e non solo giudicare. Che tutti siamo vittime e carnefici di ogni nostra azione. Che ad ogni azione corrisponde una reazione. Che essere buoni, non significa essere sceme. Che non si può condannare gli altri e nascondere quello che noi facciamo. Che credo alla buona fede ma che poi le azioni dimostrano quello che siamo. Ora fra dubbi, verità, bugie, nulla è come è ma continuo a sperare, credere, amare.
Il problema di certe persone è che tengono troppo in considerazione il lato estetico, quando sarebbe meglio se si guardassero meno allo specchio e più nella coscienza.
Niente è più intimo di due pensieri che si toccano.