Michele Acanfora – Religione
Più si è lontani dalla fede e più si è deboli nell’affrontare l’arduo cammino della vita.
Più si è lontani dalla fede e più si è deboli nell’affrontare l’arduo cammino della vita.
Dopo il Giudizio Universale Dio incontra Carl Marx: “Ah, tu sei quello che mi ha dato tutte quelle preoccupazioni nel XX secolo. Visto che hai sempre detto che io non ci sono, sarai condannato a farmi da portinaio. E quando non vorrò essere disturbato sei autorizzato a dire Dio non c’è.”
Con Dio siamo sempre in ritardo, perché Egli è sempre ad attenderci.
Non riuscendo a vederne i limiti, neghiamo l’esistenza di Dio.
I devoti, incapaci di accusare Dio di malvagità, si abituano a considerare i più duri colpi della sorte come prove indubbie della bontà celeste. Se sono immersi nel dolore, si ordina loro di credere che Dio li ama, che Dio li protegge, che Dio vuol metterli alla prova. Così la religione è arrivata a mutare il male in bene! Un incredulo diceva giustamente: “Se il buon Dio tratta così quelli che ama, lo prego con tutto il cuore di non pensare a me”.
Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere. Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un’eccezione.
Dio è l’innesto che apporta frutti deliziosi all’arbusto selvatico della nostra vita.