Michele Acanfora – Uomini & Donne
È meglio stare soli e stare male, che essere impegnati sentimentalmente con un’altra persona e stare doppiamente male per il peso della sofferenza di entrambi.
È meglio stare soli e stare male, che essere impegnati sentimentalmente con un’altra persona e stare doppiamente male per il peso della sofferenza di entrambi.
Puoi anche offendere una donna, se ti fa sentire grande, ma non farti chiamare uomo. Resta nella tua grandezza di coglione.
La consapevolezza della donna è quell’istinto materno guidato dalla tenerezza e dalla ragione. La consapevolezza dell’uomo è il sostegno che può dare alla donna, affinché la paura dell’abbandono non lo soffochi per sempre. Ma è proprio per paura di soffrire che ci fermiamo allo stesso punto. Ed è solo con la consapevolezza che ci si aiutano le persone a rialzarsi una volta ruzzolate a terra. Poiché in quel momento non hai di fronte né pregiudizi e né niente, hai il tuo cuore nelle mani, che una volta toccato, dà un barlume a chi brancolando nel buio ha toccato il fondo, illuminandogli del buon esempio che tu stesso hai saputo dare se il maestro primo che l’ha dato sei stato te stesso.
Lei: “sai, scrivo al momento, quello che mente e cuore comunicano. Sono una pettegola perché, segreti e confidenze tra loro, non dovrei raccontarli. Lui:” invece li stai raccontando ad un altro cuore. Vicino e molto simile al tuo. E non c’è miglior pettegolezzo nel farli “suonare insieme.”
Un uomo, anche se di indole avventuriera, non dovrebbe mai avere l’ardire d’esplorare luoghi eccessivamente enigmatici, indecifrabili e misteriosi. Tipo la borsa di una donna.
La donna che non possiamo stimare, la dobbiamo venerare. Essa sa darsi tutta, fino all’ultima goccia, senza lotta né dolore. È la purissima.
Non permettiamo a eventi avversi di imbruttirci dentro: lasciamoci irradiare e trasportare dalla luce potente…