Michele Gentile – Ricordi
E ricordo e sento l’eco del fuoco, ricordo le urla del tempo. Acque gelide, lacrime dal passato ma ricordo, ricordati e dimentico chi sono.
E ricordo e sento l’eco del fuoco, ricordo le urla del tempo. Acque gelide, lacrime dal passato ma ricordo, ricordati e dimentico chi sono.
Conosco ben poco di me, quanto basta per non fidarmi.
A otto anni ho capito il mondo, a venti volevo distruggerlo, a trenta mi ha fatto pena. Ora gli do una mano a crescere.
Non sempre ciò che desidera l’uno lo vuole anche l’altro. Ci sarà sempre chi chiude la porta e chi guarderà quella porta, sapendo che dall’altra parte è rimasto il proprio cuore. Là dentro ci sono i tuoi sogni, le tue speranze, la tua vita. Si trova solo la sofferenza vivendo nel passato, ma quel passato era la strada verso il futuro.
La luna si guadagna da vivere spendendosi in sogni.
La polvere copre solo ciò che non ha più importanza.
Sono niente davanti alla vita, sono niente di fronte all’universo, eppure sono parte di un Amore più grande che mi avvolge con la stessa forza di quell’ultimo abbraccio materno; mi rassicura, mi conforta. È un Amore che si fida di me, perché sono ancora qui, presente, finché il cuore continuerà a battere il tempo della vita, tra musica e parole. Ma nessuna musica sarà più bella del battito del cuore di mia madre, l’ascoltavo quando attendeva che io nascessi, nessuna parola sarà più bella della risata di mio padre quando mi prese per la prima volta tra le braccia. In questo mondo niente rimane nella felicità, tutto cambia tra momenti di gioia e di dolore; nella gioia ci sentiamo vivi ma è nel dolore che siamo più veri. Tutto cambia di noi e in noi, ciò che vale è non smettere mai di voler sentire il tocco di quella tenera e delicata carezza sul cuore che ci è stata fatta dall’Amore.