Michele Gentile – Stati d’Animo
Aiutami. Non scorge approdi questo vascello fantasma.
Aiutami. Non scorge approdi questo vascello fantasma.
Ho imparato a dare voce a ciò che ho dentro. E a dare un nome a ciò che sento. Ho imparato a leggere l’amore del mondo e la magnificenza della vita. Ho imparato a volare, a danzare tra i miei silenzi e a dare un volto alle mie speranze. Ho imparato che la semplicità è la grandezza della vita.
Ho pensato al mio risveglio, dal mio abituale limbo, quello cercato a tutti i costi. A tutti i baci, agli sguardi, alla bocca, agli occhi. Ho sentito, a poco a poco, il mio risveglio. E non era tutto così uguale, come nel mio torpore. Quanti occhi, quante bocche, quanti sguardi. Non uno sentito, non uno provato. Era la mia anima che sognava? Era il mio cuore che accendeva il sogno? O forse solo un sogno, che le luci tanto attese dell’alba, portano via. Il mondo che urla. L’amore che vola, su foglie sospinte dal vento. Via, via.
Nessuno può fermarti tranne te stesso.
Ho nostalgia di qualcosa che forse non è mai successa.
Indimenticabile è un momento in cui vivi frammenti di vita al quale più nessuno può toglierti dalla mente, giri rigiri anche tutte le pagine del libro ma nn potrai mai trovare una storia diversa da quella vissuta. Il tempo cancella solo le cose che vuoi dimenticare e nn quelle che restano dentro.
La gelosia acceca la mente e turba il cuore; che, in quello stato, perde lucidità.