Michele Sannino – Anima
Sulla strada della mia vita, ho capito che le anime più belle, più semplici e sincere sono state sempre quelle più povere, più sole, quelle che vestivano di nulla.
Sulla strada della mia vita, ho capito che le anime più belle, più semplici e sincere sono state sempre quelle più povere, più sole, quelle che vestivano di nulla.
Non si può dare un corpo al Sentimento: è brezza leggera, che sussurra fra le pieghe dell’anima; è tuono, che esplode tra le pareti dell'”Io”. Si può solo ascoltarlo e viverlo intensamente, nell’intima profondità della nostra anima. Tutto ciò che diciamo o scriviamo – per quanto intenso possa essere il nostro dire – non è che un misero surrogato della magia o, talvolta, della grande devastazione che proviamo.
Come ogni mattia al solito bar mi soffermo. E tra profumi di città e tra il frastuono della gente mi gusto il mio caffè, mentre comincia un altro giorno.
La voce dei pensieri più belli nasce da una profonda malinconia dell’anima.
La gente non sa che a volte il cuore ha una morte lenta. Vecchia malattia la delusione che porta alla fine di ogni speranza. Non si contano i giorni mutilati da false promesse fatte all’anima che incerta trova forza e aspettare non vuole la mente che ha visto ritorcersi contro la fiducia riposta in tutto quello che credeva fosse vero. Copre il viso la maschera e nasconde ferite o sorrisi di un grasso vissuto che oramai logora anima e tempo.
La mia anima trabocca di complicata semplicità.
Noi siamo solo anime virtuali che sognano in affranti di tempo perduti.