Michele Sannino – Desiderio
L’attesa impaziente non è altro che il desiderio di quello che ci manca.
L’attesa impaziente non è altro che il desiderio di quello che ci manca.
È necessario controllare i desideri perché, una volta che si cominci a soddisfarli, sarà ben difficile fermarsi a metà.
La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Oggi voglio scacciar via questi brutti pensieri, cercherò di aver nel mio cuore il lume della felicità e vorrei che mi facesse sempre compagnia, vorrei che i sentimenti bui mi lasciassero in pace.
Non cadono mai abbastanza stelle per soddisfare tutti i desideri.
Il mio più grande desiderio è quello di riuscire a mettere in pratica la mia consapevolezza… perché non ci riesco… perché?