Michele Sannino – Figli e bambini
Fu come essere colpito da un fulmine, che diede vita al mio cuore, quando scoprii che in questa vita non ero solo, c’eri tu, figlio mio. E fu l’inizio dei giorni più belli della mia vita.
Fu come essere colpito da un fulmine, che diede vita al mio cuore, quando scoprii che in questa vita non ero solo, c’eri tu, figlio mio. E fu l’inizio dei giorni più belli della mia vita.
Un figlio ti rapisce l’anima, ti ruba il cuore, e ti fa scoprire il vero amore…
È un atto di viltà sottrarsi ai propri doveri di padre.
Ci sono quelli che dicono di vedere, ma non sanno dove guardare. Ci sono poi quelli che credono di sapere dove andare, ma sbagliano sempre la direzione. Poi ci sono io che vedo, e so dove andare, ma resto sempre fermo in compagnia di chi in silenzio mi ascolta e comprende.
Tra la terra e le stelle, il mio cuore vive. Tra un speranza di un domani migliore, e un desiderio espresso. E domani chissà un nuovo sole illuminerà il cammino di chi vive tra cielo e terra.
Lasciatemi vivere, lasciatemi perdere, lasciatemi solo. Non ho nulla di più di questo, il mio cuore, la mia anima. Lasciatemi vivere, lasciatemi solo.
Un mattone, due mattoni, tre, quanto, cinque. Per tutte le volte che me li hai tirati addosso ho eretto un muro e non potrai mai più farmi male.