Michele Sannino – Luoghi comuni
C’è stato un tempo nella mia vita che credevo infelice, fino a quando è arrivato il tempo di capire che c’è di peggio nella vita.
C’è stato un tempo nella mia vita che credevo infelice, fino a quando è arrivato il tempo di capire che c’è di peggio nella vita.
Nulla è più indegno disumanità. Nulla è più ammirevole di un gesto di umanità.
Un giorno passeggiando tra la confusione dell’irrealtà, mi accorsi che non ero più solo. Non riuscivo a comprendere perché sentivo questo. Poi i miei occhi umidi videro un Angelo, cosi dolce, bello, che con il suo volermi bene, asciugò le mie lacrime, e sanò le mie ferite, e da quel giorno io capi che solo non ero più perché da allora ci sei Tu.
Quante notti viviamo aspettando. Quante stelle contiamo aspettando che il sole ritorni a spendere su di noi. Ed io qui, immerso nella mia notte, a contare le stelle apprettando quel sole che ritorni a splendere. Buona notte.
Non ho bisogno di conoscere tante lingue per esprimere ciò che penso. Quando voglio uso un linguaggio universale: quello degli occhi.
So’ ragazzi!
Il brutto tempo mi mette di cattivo umore.