Michele Sannino – Stati d’Animo
Sono questi i momenti più difficili, più duri, dove la ragione fa spazio alle certezze. Sono questi i momenti in cui riesci a capire tante cose, questi momenti che in cui ti ritrovi con te stesso.
Sono questi i momenti più difficili, più duri, dove la ragione fa spazio alle certezze. Sono questi i momenti in cui riesci a capire tante cose, questi momenti che in cui ti ritrovi con te stesso.
“Che cosa può avere una persona da rendermi così vulnerabile”? Quante volte ci facciamo questa domanda, tante e ci sono due risposte: o ci rende vulnerabili perché poco a poco ci distrugge facendoci male e annullandoci o ci rende vulnerabili facendoci sentire a nudo di fronte ad essa ed ecco che la nostra anima si scopre per amare e lasciarsi amare. Nel primo caso no non permettetelo mai e nel secondo credetemi se vi dico che non c’è modo più bello di sentirsi “vulnerabili”!
Navigo, navigo continuamente, navigo nei miei pensieri, pensieri d’emozioni, e così che navigo, oltre l’infinito per fermarmi, e perdermi nei pensieri di un navigare senza fine, ed è così che navigo nei miei pensieri fati d’emozioni, e mi perdo e riperdo nel navigare nei pensieri d’amore, di un amore infinito navigo nei miei pensieri di te! Con la speranza di incontrarti al di là del tramonto dove muore il mio pensiero aspettando te!
A volte mi sento “eccessiva” soprattutto quando amo. Non so misurare l’amore, dono tutta me stessa, se occorre faccio anche l’impossibile, non ho limiti. Ma non pensare che questo mio modo sia per “sempre”. Tutto ha un inizio e una fine se non sarai capace di meritarlo.
Non celare il volto della ragione, il cuore che parla solo commette errori che si rivelano essere spine a lungo dolorose; il tempo è guaritore, la memoria lascia cicatrici indelebili.
Ascolta il suono del mare farsi accarezzare dalla brezza delle onde mare, sentire la profondità…
Non potrei pensare ad altro materiale, per il senso di colpa, che non a quello che possa impastare la coscienza con il cemento armato per costruire le colonne che fintamente reggono l’impalcatura di una presunta espiazione.