Michele Sannino – Vita
Lascia che il tempo faccia il suo lavoro. Lascia che tempo porti via il passato. Lascia soprattutto andare quello che è superfluo. Lascia che le cose belle entrino nel tuo cuore, nella tua vita, per vivere giorni felici.
Lascia che il tempo faccia il suo lavoro. Lascia che tempo porti via il passato. Lascia soprattutto andare quello che è superfluo. Lascia che le cose belle entrino nel tuo cuore, nella tua vita, per vivere giorni felici.
Chi é incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere o una bestia o un dio.
Quanti treni guardiamo passare impassibili e non sapremo mai dove avrebbero potuto condurci. Continuiamo semplicemente a mentire a noi stessi, ripetendoci che non erano quelli giusti, invece di ammettere, che al momento del loro passaggio, noi non avevamo il coraggio di salirci sopra.
– Per favore. Come ti chiami? – domandò al gatto. – Senti, io mi chiamo Coraline. Okay?Il gatto sbadigliò lentamente e con attenzione, rivelando una bocca e una lingua di un rosa sorprendente. – I gatti non hanno nome – disse.- No?- No – disse il gatto. – Voi persone avete il nome. E questo perché non sapete chi siete. Noi sappiamo chi siamo, perciò il nome non ci serve.
La durata della vita è al primo posto tra le domande a proposito degli avvenimenti dopo la nascita.
Ci sono melodie che ti toccano il cuore, sono note del cuore, il tuo cuore che ascolta l’emozione di una melodia.
Non mi sento una poetessa, e nemmeno una scrittrice, ma il mio animo si diverte a giocare con i colori della fantasia e la mano segue i miei pensieri più istintivi che si ostinano a non voler essere passeggeri e si impongno dunque sulla carta.