Milan Kundera – Libri
Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.
Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi.
Quando verrà il tempo di punire, li colpiremo con tanta forza da riempire i loro cuori di smarrimento e di terrore. Li colpiremo fino ad annullarne la forza. Li lasceremo prostrati, rovinati, spezzati e dispersi, li ridurremo in mille pezzi che poi spargeremo ai quattro venti.
La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere.
La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell’uomo. È così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L’uomo ci arriva solo dopo la morte.
Al quinto giorno, sempre grazie alla pecora, mi fu svelato questo segreto della vita del piccolo principe.Mi domandò bruscamente, senza preamboli, come il frutto di un problema meditato a lungo in silenzio:”Una pecora se mangia gli arbusti, mangia anche i fiori? “”Una pecora mangia tutto quello che trova”.”Anche i fiori che hanno le spine? “”Si. Anche i fiori che hanno le spine”.”Ma allora le spine a che cosa servono? “Non lo sapevo. Ero in quel momento occupatissimo a cercare di svitare un bullone troppo stretto del mio motore. Ero preoccupato perchè la mia panne cominciava ad apparirmi molto grave e l`acqua da bere che si consumava mi faceva temere il peggio.”Le spine a che cosa servono? “Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda che aveva fatta.Ero irritato per il mio bullone e risposi a casaccio:”Le spine non servono a niente, è pura cattiveria da parte dei fiori”.”Oh! “Ma dopo un silenzio mi gettò in viso con una specie di rancore:”Non ti credo! I fiori sono deboli. Sono ingenui.Si rassicurano come possono. Si credono terribili con le loro spine… “Non risposi. In quel momento mi dicevo:”Se questo bullone resiste ancora, lo farò saltare con un colpo di martello”.Il piccolo principe disturbò di nuovo le mie riflessioni.”E tu credi, tu, che i fiori… “”Ma no! Ma no! Non credo niente! Ho risposto una cosa qualsiasi. Mi occupo di cose serie, io! “Mi guardò stupefatto.”Di cose serie! “Mi vedeva col martello in mano, le dita nere di sugna, chinato su un oggetto che gli sembrava molto brutto.”Parli come i grandi! “Ne ebbi un po’ di vergogna. Ma, senza pietà, aggiunse:”Tu confondi tutto… tu mescoli tutto! “Era veramente irritato. Scuoteva al vento i suoi capelli dorati.”Io non conosco un pianeta su cui c`è un signor Chermisi.Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella.Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni.E tutto il giorno ripete come te: e si gonfia di orgoglio.Ma non è un uomo, è un fungo! “”Che cosa? “”Un fungo! “Il piccolo principe adesso era bianco di collera.”Da migliaia di anni i fiori fabbricano le spine.Da migliaia di anni le pecore mangiano tuttavia i fiori.E non è una cosa seria cercare di capire perchè i fiori si danno tanto da fare per fabbricarsi delle spine che non servono a niente?Non è importante la guerra fra le pecore e i fiori?Non è più serio e più importante delle addizioni di un grosso signore rosso?E se io conosco un fiore unico al mondo, che non esiste da nessuna parte, altro che nel mio pianeta, e che una piccola pecora può distruggere di colpo, così un mattino, senza rendersi conto di quello che fa, non è importante questo! “Arrossì, poi riprese:”Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda.E lui si dice: Ma se la pecora mangia il fiore, è come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero!E non è importante questo! “Non potè proseguire. Scoppiò bruscamente in singhiozzi.Era caduta la notte.Avevo abbandonato i miei utensili.Me ne infischiavo del mio martello, del mio bullone, della sete e della morte.Su di una stella, un pianeta, il mio, la Terra, c`era un piccolo principe da consolare!Lo presi in braccio. Lo cullai. Gli dicevo:”Il fiore che tu ami non è in pericolo… Disegnerò una museruola per la tua pecora… e una corazza per il tuo fiore… Io… “Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro.Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo…Il paese delle lacrime è così misterioso.(da “Il piccolo principe”)
Amir agha, purtroppo l’Afghanistan della nostra infanzia è morto da tanto tempo. La gentilezza non abita più nel nostro paese ed è impossibile sfuggire alla morte. Kabul è in preda al terrore.
Che bello leggere, sfogliare le pagine di un libro è così emozionante, diventa quasi un bisogno immergersi completamente in esso, tenendolo stretto in mano per paura che possa quasi sfuggire ed insieme ad esso le emozioni che trasmette.