Mino Pica – Stati d’Animo
Non abbiamo ancora conosciuto la bellezza di un respiro, che lo confondiamo con il nostro affanno continuo.
Non abbiamo ancora conosciuto la bellezza di un respiro, che lo confondiamo con il nostro affanno continuo.
Le cose brutte nella vita le dimentico sempre!
Ho l’autunno in testa. Il cuore secco, i seni senza gemme. Dritta, a dar le spalle al mondo, ché davanti agli occhi voglio solo il cemento del muro che fa da ostacolo a tutti. E me ne sto con i colori caldi che sanno di terra e di radici troppo spesse per andar bene alle nuvole che stanno così in alto a librarsi tra l’ineffabile ed il futile e con i pezzi di cielo incastrati a dare il senso della sospensione. E me ne sto faccia al muro, in castigo per le colpe che mi fanno da drappo logoro, ma appiccicato come seconda pelle, come cucito con un’imbastitura rozza e di pessima sartoria.
Guardo la solitudine di questo mare, toccando respirando e unendomi al tutt’uno che ci circonda, sentendomi parte viva e sensibile del mondo, come un fiore un albero una nuvola o il semplice soffio di vento…
No, non si puoi pensare al domani, né puoi pensare se sarai felice e non puoi pensare cosa farai, ma di certo puoi pensare ad oggi che domani resta un forse!
Afferare una luce del passatocome aggrapparsi ad un ricordoche è nella mente,nel cuore,nel presente del passato.
La sofferenza è una specie di bisogno dell’organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.