Miriam Zizzo – Paura & Coraggio
A volte mi sento al centro di una gara di “tiro alla fune” dove io sono… la fune.
A volte mi sento al centro di una gara di “tiro alla fune” dove io sono… la fune.
La massa segue sempre la massa perché il coraggio non è da tutti.
Quante parole buttate al vento, non capite, non ascoltate, sprecate, quante parole ci mancano, che non sono state mai dette; e poi ci sono parole che feriscono come lame, che spaventano… ma soprattutto parole, parole, che non servono più e le seppellisci in fondo all’anima.
Non serve coraggio per vivere, ma serve la forza di non arrendersi.
Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro.
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.
L’incoscienza di oggi sarà il coraggio di domani.