Mirko Sbarra – Anima
Non proprio tutto passa. Qualcosa resta ancorato nelle profondità del cuore, e rimane impigliato nelle maglie dell’anima. Per sempre.
Non proprio tutto passa. Qualcosa resta ancorato nelle profondità del cuore, e rimane impigliato nelle maglie dell’anima. Per sempre.
Se ero solo un’anima prima di nascere e non lo ricordo, che senso ha quando…
Ma l’anima ha un sesso? I sentimenti, le emozioni di che colore sono? Gli occhi guardano o vedono? Quando due cuori si sfiorano e due anime si riconoscono e due percorsi diventano un’unica strada da percorrere il resto del mondo non ha altro da fare che dar fiato alle trombe? Entrare nella vita di una persona è un atto estremamente delicato, ci sono spazi dell’anima talmente intimi che nessuno dovrebbe scartavetrare allo scopo di conoscerne la qualità, dovrebbe bastare vederla agire, ascoltarne i dialoghi silenziosi, accarezzarne lo spessore, percepirne l’eleganza. Ma siamo nel secolo dell’intrusione selvaggia, della curiosità morbosa, della mediocrità dei rapporti umani! Basta con l’invasione barbarica fatta con quell’arma sottile del pregiudizio spicciolo.
Le fratture dell’anima, in musica, si chiamano dissonanze. Sembrano “errori”, invece sono colori nuovi.
La notte, qualsiasi notte sia, per me è sempre diversa poiché sono tante da assaporare, a volte silenti e a volte tormentose, ma la mia notte per me è sempre speciale come gli occhi dolci di una mamma che ti culla davanti alla luna sopra il mare.
Se tutti lavorassero per il proprio pane e niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e tempo libero per tutti… i nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, il nostro cibo si semplificherebbe. Allora mangeremmo per vivere, anziché vivere per mangiare.
Se solo fossimo capaci di aprire il nostro cuore ogni volta che la nostra anima viene spezzata!