Monica Cannatella – Sorriso
Non c’è nulla che io possa rimproverarmi, ho amato quando dovevo, e ho sorriso molte più volte di quanto non fosse necessario.
Non c’è nulla che io possa rimproverarmi, ho amato quando dovevo, e ho sorriso molte più volte di quanto non fosse necessario.
Ridete franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice rider alto vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed awful è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire.
La gioia più grande è quella che non era attesa.
Le persone non capiranno mai fino in fondo quanto veramente ti ho amato, e se ancora oggi ti dedico frasi, se ancora oggi dico che mi manchi e che con te è andato via un pezzo del mio cuore, è perché la tua assenza brucia ancora. Brucia da star male, da non riuscire a smettere di pensarti. Brucia da arrivare a pensare che vivere sia quasi inutile.
Non servono parole quando hai un sorriso su cui contare.
Una giornata veramente perduta è quella in cui non hai mai sorriso.
Ho imparato a sorridere veramente quando per troppo tempo la mia unica compagnia sono state le lacrime. Ho imparato cosa conta e cosa non conta quando ho perso ciò che valeva veramente. Ho capito cosa fosse il giudizio e l’opinione quando ho sentito sul mio conto storie inverosimili. Ho imparato che la cosa più bella è vivere,vivere per se stessi, con più sorrisi, con più persone vere, con meno pensieri per gli altri tutelando per primi se stessi.